Fonte originale: http://blog.tagliaerbe.com/2013/01/previsioni-seo-inbound-marketing-2013.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+tagliaerbe+%28Tagliablog%29

Inbound Marketing

Come ogni inizio anno, il buon Rand Fishkin spara le sue previsioni per i 12 mesi a seguire.

Per il 2012 ne ha effettivamente azzeccate alcune, e quest’anno ci riprova con altre 10 Predictions for Inbound Marketing in 2013 (già, il termine SEO non lo usa più, da qualche mese la parola d’ordine per Fishkin è “Inbound – o a volte Content – Marketing” ;-) ).

Eccole qui sotto (tradotte liberamente in italiano dal sottoscritto):

1. Nessuna delle potenziali minacce al dominio di Google riuscirà a dargli davvero fastidio

Ho sentito di Apple e Facebook che si stanno buttando nella search, di DuckDuckGo che crescerà a livello di quote di mercato, di Amazon che ripartirà col suo vecchio progetto A9, di Bing che guadagnerà quote grazie al calo di fiducia degli utenti nei confronti di Google, di Yandex e Baidu che si espanderanno in altri mercati, e un sacco di altre cose.

Non credo a nulla di queste. Google è un “comportamento di default” per la maggior parte degli utenti Internet, e la mia previsione è che la sua quota di mercato a fine 2013 rimarrà più o meno la stessa, o addirittura crescerà negli USA, mentre il suo dominio a livello globale continuerà senza sosta.

In ogni caso, se proprio dovessi scommettere su qualcun altro, lo farei su Amazon (anche perché hanno un ottimo know-how nella search).

2. “Inbound Marketing” sarà il titolo presente in molti più profili professionali, più di “SEO” (che diventa limitante per molti professionisti)

Se cerchi oggi su LinkedIn, “SEO” è molto più presente di “inbound marketing” nei profili degli utenti, e lo stesso avviene su altri siti di offerte di lavoro come SimplyHired.

Ma penso che sia già in atto la tendenza da parte degli early adopter di espandere la descrizione della loro attività e guadagnare più influenza in aree che hanno un significativo impatto sulla SEO (come social media, PR, contenuti, etc).

L’unico termine che ho visto rivaleggiare con “inbound marketing” è “growth hacker”, ma è confinato solo in certi settori ed aziende della Silicon Valley. In ogni caso, la mia previsione è che uno di questi o entrambi i termini avranno una crescita enorme nei profili lavorativi entro il 2013.

3. Molti siti web utilizzeranno altri sistemi di monitoraggio delle visite, oltre a Google Analytics

Penso che noteremo questo trend man mano che aumenteranno i sospetti dei marketer nei confronti di Google, marketer che sono sempre meno felici di basarsi su ciò che il gigante della search mostra o non mostra. Mi aspetto che questa tendenza sia piccola, ma comunque misurabile, entro il 2013.

Ne beneficieranno realtà come Piwik, ma anche Omniture e Webtrends (a livello enterprise), nonché Clicky, Statcounter, Mint, Mixpanel, KISSMetrics, Hubspot e altri.

4. Google+ continuerà a crescere nel 2013, ma più lentamente che nel 2012

In base agli ultimi report, Google+ ha registrato 135 milioni di utenti attivi nell’arco di 30 giorni, e 500 milioni di utenti in totale. A Gennaio 2012 gli utenti totali erano solo 90 milioni, il che significa che il servizio è cresciuto quasi di 5 volte.

Nel 2013 prevedo che questo numero potrà al massimo raddoppiare, e sarei molto sorpreso se Google+ raggiungesse più di 300 milioni di utenti attivi su base mensile.

5. Gli App Store rimarranno in gran parte ignorati dai marketer

L’App Store di Apple e il Play Store di Google hanno attirato molta attenzione nel corso degli ultimi 2 anni, ma non quella dei marketer (a parte qualche rara eccezione), in particolare lato SEO.

Il motivo è piuttosto chiaro: la ricerca all’interno degli app store non ha nulla a che vedere con la “web search”. Le ricerche basate sul nome del brand sono probabilmente più dell’80% di questo mercato (io penso addirittura più del 90%), e l’algoritmo utilizzato per classificare le applicazioni è basato principalmente sulla parola chiave più altre metriche come il numero di download e i voti, con la conseguenza che “i più ricchi si arricchiscono ancora di più”.

6. Facebook (e forse anche Twitter) renderanno disponibili dati più significativi, che consentiranno di monitorare meglio il ROI (sia su attività pubblicitarie che organiche)

Attualmente entrambi i social sono tristemente carenti sotto questo aspetto, ma credo che le cose cambieranno.

Per i marketer sarebbe fantastico avere un pannello dal quale poter monitorare tutte le azioni effettuate dagli utenti sui bottoncini di Facebook e Twitter (ad esempio, 7.514 utenti loggati su Twitter hanno visto il post e 72 di questi lo hanno retwittato).

Foursquare sta già lavorando piuttosto bene in questa direzione, come è possibile vedere da questa immagine:

Il pannello di Foursquare lato business

7. Google introdurrà nuovi protocolli, come ha fatto col meta keywords per Google News o il rel author per gli editori

Google fa in modo che l’attività SEO sul motore di ricerca sia complessa, ricca di sfumature e in rapida evoluzione, continuando ad introdurre nuovi aggiornamenti e protocolli.

Questa cosa non cambierà nel breve periodo. Nel 2012 abbiamo assistito al lancio del meta keywords per Google News, all’espansione del programma relativo al Rel=Author/AuthorRank, alle pagine Business di Google+ e a tante altre cose.

Nel 2013 mi aspetto diverse altre novità, che manterranno sulle spine SEO, editori e chiunque fa business sul web: non c’è mai riposo per chi fa questo lavoro.

8. Il mercato dei “social media tool” continuerà il suo trend di consolidamento

Negli ultimi anni sono stati lanciati un sacco di “social media tool”, e molti di questi sono spariti. Nel 2012, in particolare, abbiamo visto molti meno strumenti di monitoraggio / gestione / reporting / schedulazione / analisi dei social media rispetto ai 3 anni precedenti.

Credo che nel 2013 si completerà questo ciclo, con una mezza dozzina di grosse aziende che copieranno le feature di altri tool sviluppati da concorrenti più piccoli, oppure li acquisiranno.

9. Verrà dimostrato che la “co-occurrence” (presenza congiunta) di brand/siti web e di parole chiave/frasi ha un impatto nel posizionamento sui motori di ricerca, attraverso la correlazioni di dati, esperimenti specifici o entrambe le cose

L’idea che la co-occurrence possa essere un fattore di ranking non è affatto nuova, ed ha ottenuto una certa attenzione nel corso del 2012 grazie un buon numero di personaggi del settore che ne han parlato su blog, forum e conferenze varie.

Fra gli articoli più rilevanti segnalo quello pubblicato su SEOmoz, a cui han fatto seguito il follow-up di Bill Slawski e quello di Joshua Giardino.

10. Assisteremo ad importanti transazioni commerciali nell’ambito dell’inbound marketing

Acquisizioni e IPO fanno notizia e fanno muovere mercato e investitori. Nel 2010 l’acquisizione di iCrossing per 325 milioni di dollari da parte di Hearst Media ha dominato i titoli dei giornali, ed ha segnato una delle pochissime exit nel settore SEO/inbound.

Personalmente investirei su tool/software come Marketo, Hubspot, SearchMetrics, Conductor, Brightedge, Covario, Raven, Act-On, SproutSocial, Hootsuite e Ginza Metrics, ma non sono certo che il limite sia quello dei soli strumenti.

Nel quadro potrebbero rientrare le agenzie, e i 4 grandi nomi dell’advertising hanno grosse opportunità nel regno dell’inbound.


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