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Divieto di geoblocking: verso il mercato unico digitale europeo

COS’È IL GEOBLOCKING?

Il geo blocking consiste nella pratica per cui parecchi siti di e-commerce consentono l'acquisto di tutti i propri prodotti solo ai clienti del proprio Paese. I clienti esteri che cercano globalmente un servizio o un oggetto, vengono reindirizzati alla versione del sito specifica per il proprio Paese, nella quale però molti prodotti non sono poi effettivamente disponibili. Ci sono anche altri tipi di blocco: alcuni siti online non accettano carte di credito emesse da banche di altri paesi europei; altri shop invece negano la registrazione agli utenti che abbiano un indirizzo fisico in un altro paese.

L’IMPEGNO AL CAMBIAMENTO

Il Parlamento europeo ha stabilito di eliminare tutte queste restrizioni, che violano l'articolo 20 della direttiva 2006/123/CE sui servizi nel mercato interno. Tale articolo stabilisce che gli Stati membri devono assicurare che i prestatori di servizi stabiliti nell'Unione "non trattino in modo diverso i destinatari dei servizi sulla base della loro nazionalità o del loro luogo di residenza".

Per questo Parlamento e Consiglio europeo hanno adottato il regolamento 2018/302 recante misure volte a impedire i blocchi geografici ingiustificati e altre forme di discriminazione basate sulla nazionalità, sul luogo di residenza o sul luogo di stabilimento dei clienti nell'ambito del mercato interno. Il regolamento è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale europea il 2 marzo 2018. L'entrata in vigore è prevista dopo 9 mesi dalla pubblicazione, quindi per il prossimo 3 Dicembre.

In particolare, il Parlamento europeo in un suo comunicato stampa del 6 febbraio 2018, fissa i seguenti punti della nuova normativa:

  • I commercianti dovranno trattare gli acquirenti di altri paesi come quelli locali, garantendo accesso agli stessi prezzi
  • I consumatori potranno fare acquisti online su qualsiasi sito nell'UE, senza essere automaticamente bloccati o reindirizzati
  • Gli acquirenti online avranno un accesso transfrontaliero più agevole a prodotti, prenotazioni alberghiere, noleggio auto, festival musicali o biglietti per parchi di divertimento.
  • Sarà vietato trattare gli acquirenti in maniera diversa in base al luogo di emissione della carta di credito o di debito.

In questo modo tutti i cittadini UE potranno scegliere su quali siti acquistare, senza essere bloccati o reindirizzati automaticamente verso un altro sito web a causa della loro nazionalità, del luogo di residenza o dell’ubicazione temporanea.

Il divieto di geo blocking non comprende però la totalità di beni e servizi. I contenuti digitali protetti da copyright, come e-book, musica e giochi online restano esclusi dall’ambito di azione della nuova normativa.

Il Parlamento attraverso una “clausola di revisione” è comunque riuscito ad imporre alla Commissione di rivalutare la questione entro due anni. Rimangono esclusi anche servizi di trasporto, finanziari, audiovisivi, sanitari e sociali.

Insomma, il Regolamento (UE) 2018/302 del Parlamento europeo e del Consiglio, c.d. “Regolamento sul geo blocking”, rappresenta un passo davvero importante verso il mercato unico digitale europeo, la cui costruzione è iniziata nell’ormai lontano 2015, come riporta questa eccezionale intervista ad Andrus Ansip, Commissario Ue al Digital Single Market, pubblicata sul numero del 5 giugno 2015 di COR.COM.  

 

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