Vocal Search:sempre più ricerche vocali nei prossimi anni - Kleis Digital
Vocal Search: il trend e le prospettive nei prossimi anni

Il 2017 è stato un anno decisivo per gli acquisti di prodotti e servizi tramite assistenti vocali come Google Assistant, Alexa di Amazon e Siri di Apple, per il c.d. Conversational Commerce, e il trend è destinato a consolidarsi nel prossimo triennio.

Mentre in precedenza si riferiva esclusivamente ai chatbot utilizzabili tramite le App di messaggistica per lo shopping, la definizione di Conversational Commerce si è notevolmente ampliata con l'arrivo di questi assistenti vocali personali, che offrono ai brand l'opportunità di creare un rapporto più stretto con i propri clienti.

Secondo la società di consulenza Capgemini, che ha condotto una ricerca in merito, intervistando oltre 5.000 consumatori negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Francia e in Germania, gli assistenti vocali stanno veramente rivoluzionando il modo di fare e-commerce:

  • Da qui a tre anni il 40% dei consumatori userà la ricerca vocale piuttosto che la ricerca su siti o app (cioè la loro ricerca diventerà voice-first)
  • Il 31% degli utenti di internet userà la ricerca vocale piuttosto che visitare uno shop online
  • Il 51% dei consumatori usano già l’assistente vocale
  • L’interazione con gli assistenti vocali avviene in modo prevalente tramite smartphone (81% delle ricerche)

Parliamo di miliardi di ricerche al giorno.

Riguardo le motivazioni principali per cui i consumatori preferiscono gli acquisti tramite ricerca vocale, sempre secondo la ricerca di Capgemini, ci sono essenzialmente due ragioni: il voice assistant rispetto alla ricerca su siti/app da mobile è più pratico (52%) e inoltre consente di avere le mani libere (48%).

Come funziona concretamente la ricerca vocale e quali cambiamenti porterà al modo di fare acquisti e di fare marketing online? Google Voice Search e tecnologie simili riconoscono i comandi vocali e le parole chiave, attraverso l’elaborazione del linguaggio naturale. Ciò significa che Google e gli altri assistenti vocali, oltre a essere in grado di analizzare il linguaggio della conversazione raggiungono livelli superiori di intelligenza artificiale che li rendono proattivi e - grazie alle frequenti interazioni con l’utente - capaci di imparare ad agire e fare ricerche per suo conto.

Grazie all’Intelligenza Artificiale, al “machine learning” ed all’elaborazione del linguaggio naturale, gli assistenti vocali apprendono in modo continuativo non solo le caratteristiche uniche della voce e del modo di parlare, ma anche il comportamento, le preferenze di navigazione e altre informazioni personali degli utenti.

Inevitabilmente tutto questo sta profondamente cambiando anche il marketing digitale: i motori di ricerca più importanti negli ultimi cinque anni hanno affrontato la sfida di interpretare l’intenzione degli utenti in base alle loro ricerche. Tutti i grandi del settore IT stanno investendo in strumenti di Intelligenza Artificiale, capaci di capire e decifrare le ricerche vocali con un margine di errore di pochi punti percentuali. L'Intelligenza Artificiale e l'Elaborazione del Linguaggio Naturale stanno rendendo questi strumenti sempre più efficaci: gli assistenti vocali hanno perciò un grande potenziale, la tecnologia c’è e i sistemi di pagamento per renderla operativa sono già in atto.

Gartner (multinazionale leader mondiale nella consulenza strategica, ricerca e analisi nel campo dell'Information Technology) prevede che entro il 2020 il mercato degli speaker wireless (come Amazon Echo o Google Home) abilitato al vocale arriverà a 2 miliardi di dollari.  La promessa futura del Conversational Commerce attraverso l’assistente vocale si fonda sul rafforzamento della fiducia in questi strumenti da parte del pubblico.

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